Jun 29 2006

Presidente

Tag: Contatti

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Jun 21 2006

Statuto di ARCI Nuova Associazione Approvato al Congresso Nazionale di Vico Equense il 27/01/2002

PREMESSA
Arci Nuova Associazione è una associazione di promozione sociale che fonda le sue radici nella storia del mutualismo e del solidarismo italiano e rappresenta la continuità storica e politica con l’Arci fondata a Firenze il 26 maggio 1957.
Arci Nuova Associazione si riconosce nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione repubblicana. Arci Nuova associazione si richiama, inoltre, alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed alla Convenzione dei Diritti del Fanciullo dell’Onu ed opera in contesti locali, nazionali e internazionali per l’affermazione degli stessi; partecipa alla costruzione dell’Europa delle cittadine e dei cittadini.

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Jun 20 2006

APPELLO “Fuori le atomiche dall’Italia, fuori le atomiche dalla storia”

Tag: Novità, Pace

APPELLO
“Fuori le atomiche dall’Italia, fuori le atomiche dalla storia”

Il prossimo 7 luglio, si terra’ a Pordenone la prima udienza
dell’azione civile intentata da cinque pacifisti contro il governo USA, con
la richiesta di rimozione delle 50 atomiche presenti nella base Usaf di
Aviano.
E’ una causa storica: per la prima volta, un giudice viene chiamato a
decidere sulla legittimita’ della presenza di atomiche sul territorio
italiano.
Noi riteniamo che quelle atomiche costituiscano una flagrante
violazione del Trattato di Non Proliferazione (NPT), che la loro presenza
non abbia alcunchè di deterrente o difensivo, che siano pericolose ed
immorali, che compromettano pesantemente la convivenza pacifica tra i
popoli.
Mantenere lì quelle atomiche è anche un vero e proprio tradimento: si
preferisce accodarsi alla volonta’ di un governo straniero piuttosto che
rispettare la volonta’ dei propri cittadini. Scriveva Günther Anders, quasi
cinquant’anni fa, a proposito della
pretesa di politici e militari a decidere nel campo dei problemi atomici
senza coinvolgere la popolazione, invitata a non immischiarsi: “Se la
parola ‘democrazia’ ha un senso, è proprio quello che abbiamo il diritto e
il dovere di partecipare alle decisioni che concernono la ‘res publica’,
che vanno, cioè, al di là della nostra competenza professionale e non ci
riguardano come professionisti, ma come cittadini o come uomini. E non si
può dire che così facendo ci ‘immischiamo’ di nulla, poichè come cittadini
e come uomini siamo ‘immischiati’ da sempre, perchè anche noi siamo la ‘res
publica’. E un problema più ‘pubblico’ dell’attuale decisione sulla nostra
sopravvivenza non c’è mai stato e non ci sarà mai.”

Ecco, noi abbiamo deciso di immischiarci: la questione nucleare è
troppo importante per lasciarla in mano ai generali.
Per questo sosteniamo il Comitato “Via le Bombe”, recentemente
costituitosi in appoggio a questa azione legale, e chiediamo a tutti di
aderirvi. Il comitato interverra’ nella causa a nome di tutti i suoi
aderenti e quanti piu’ saremo, tanto maggiore sarà l’impatto di questa
azione legale: immaginate quale effetto dirompente potrebbero avere
centinaia, migliaia, e - perche’ no - milioni di persone che chiedono il
rispetto della legalità internazionale, che esigono di essere trattati come
cittadini e non come ostaggio o bersaglio delle partite a Risiko planetario
tra i signori della guerra.
Così come, quattro anni fa, pochi ragazzi si misero in testa di far
sventolare la bandiera della pace da ogni balcone e nel giro di qualche
mese pochi fiocchi divennero valanga, così anche oggi tanti piccoli gesti,
ciascuno il segno di un impegno personale e collettivo, possono innescare
una reazione a catena di proporzioni inimmaginabili.
Tocca a noi scegliere, cos’è che vogliamo veder deflagrare:
un’esplosione di pace o gli arsenali nucleari.

La venontan 7an de julio 2006 okazos en Pordenone la unua tribunala aŭdienco de la civila proceso iniciatita fare de kvin pacifistoj kontraŭ la usona estraro: ili postulas la formovon de la 50 atombomboj kaŝitaj en la militbazo “USAF” en Aviano.
Temas pri proceso historia: la unuan fojon juĝisto estas pritaskata decidi, ĉu estas
legitime gardi atombombojn en la itala teritorio.
Ni opinias ke tiuj atombomboj starigas evidentan malobservon de la Traktado pri
Neproliferado de nukleaj armiloj (NPT); ilia ĉeesto havas nenian utilon defendan aŭ fortimigan; ili estas danĝeraj kaj maletikaj; ili grave endanĝerigas la pacan kunvivadon de la popoloj.
Gardi tiujn atombombojn estas eĉ aŭtentika perfido: oni preferas obei la volon de fremda estraro, prefere ol respekti la volon de la italaj civitanoj. Antaŭ kvindek jaroj Gunter Anders skribis, koncerne la pretendon de politikistoj kaj militistoj decidi pri la atom-problemaro sen pridemandi la loĝantaron, eĉ invitante ĝin “ne enmiksiĝi”:

« Se la vorto ‘demokratio’ havas sencon, tio estas ĝuste, ke ni havas la rajton kaj la
devon partopreni en la decidoj koncernantaj la “res publica“; nome tiuj aferoj kiuj
preterpasas niajn profesiajn kompetentecojn kaj interesas nin ne kiel profesiulojn
sed kiel civitanojn kaj homojn. Kaj oni ne povas aserti, ke tiel farante ni “enmiksiĝas”:
kiel civitanoj kaj homoj ni ekde ĉiam estas “enmiksiĝintaj”, ĉar ankaŭ ni konsistigas
la “res publica”. Kaj neniam troviĝis nek troviĝos problemo pli “publika” ol la nuna
decido pri nia pretervivo!”

Jen: ni decidis “enmiksiĝi” . La demando pri nukleaj armiloj estas tro grava, por lasi ĝin en la manoj de la generaloj.
Tial ni apogas la komitaton “FOR LA BOMBOJ” freŝdate formiĝintan por subteni tiun
proceson, kaj ni invitas ĉiujn civitanojn aliĝi al ĝi. La komitato partoprenos en la proceso je la nomo de ĉiuj aliĝintoj. Ju pli multaj ni estos, des pli efika estos la impresforto de tiu civila agado. Imagu kian nerezisteblan influon povus akiri la voĉo de centoj, miloj, eĉ (kial ne?) milionoj da personoj, koruse postulantaj esti traktataj kiel civitanoj kaj ne kiel ostaĝoj aŭ pafceloj en la planeda militludo enscenigita de la MilitMastroj.
Antaŭ kvar jaroj, kelkaj geknaboj ekpensis flirtigi pacflagon el fenestro, kaj post nur kelkaj monatoj la malmultaj flagetoj iĝis flag-lavango … Tiel ankaŭ hodiaŭ multaj etaj gestoj – ĉiu el kiuj montranta personan kaj kolektivan engaĝon – povas same startigi
ĉenreakcion neimageble potencan.
Al ni la elekto: ĉu ni volas ekfunkciigi la mondopacon, aŭ la atombombojn?


Jun 17 2006

2006-06-27

Tag: Incontri

[lang_it]Giovedì  29 giugno in via Orti 17 a Milano (mm Crocetta) alle 21

Arci Esperanto e Erbavoglio

organizzano un incontro su “Gruppo Acquisto Solidale: chi, come, quando, dove e perché”, che sarà tenuto da Gabriella D’Avanzo del nodo della Rete Lilliput di Milano

Arci Esperanto - L’esperanto con i movimenti - L’esperanto in movimento[/lang_it]
[lang_eo]Jxaudon la 29a de junio en strato Orti 17a en Milano (metroo Crocetta) je la 9a vespere en Milano.

Arci Esperanto e Erbavoglio

organizas prelegon pri “Grupo de solidara aĉetado”: kiu, kiel, kiam, kie kaj kial”., kiun prelegos Gabiella D’Avanzo de la Liliputa Milana Reto
Arci Esperanto - Esperanto kun la movadoj - Esperanto movaden [/lang_eo]


Jun 17 2006

CONTRO UN PREGIUDIZIO

Tag: Gramsci
AVANTI - QUOTIDIANO SOCIALISTA
1918-01-24
SCRIVE UN LETTORE
CONTRO UN PREGIUDIZIO

di Vezio Cassinelli

Caro “Avanti” !
Ho seguito con vivo interesse la polemica che sulle tue colonne si è svolta pro e contro la creazione di un Istituto di cultura socialista. Dall’una parte e dall’altra gli argomenti non mancano di serietà ma, malgrado le difficoltà, io sono convinto che, nell’interesse del nostro ideale, conviene dar vita all’Istituto di cultura nostra. Saranno pochi gli alunni? Che importa? L’essenziale è che le menti elette del nostro Partito vogliano prestare con entusiasmo e continuità il loro concorso. Se saremo pratici, se non ci mancherà il senso della realtà, il successo verrà. Io ho in mente una proposta e, da umile operaio, mi permetto di esprimerla. Nessuno può negare che , nella creazione dei nuclei nazionali, la lingua sia stata uno dei fattori importanti. Ora, al di sopra (e non contro) le nazioni noi, ad affratellare le genti del lavoro, vogliamo creare l’Internazionale. Ma intanto nei nostri Congressi anche uomini di grande cultura mancano dello strumento che permette loro di intendersi con facilità e prontezza. Lavoratori italiani, slavi, tedeschi, giapponesi tutti i giorni si trovano a contatto nel grande laboratorio cosmopolita dell’America del Nord, lontani gli uni dagli altri (anche se socialisti) perché di diverse favelle. È vero o non è vero che l’Esperanto è una eccellente lingua ausiliaria e facile ad apprendersi? Sì, secondo il giudizio anche di eminenti personalità del nostro Partito. Un’anima fervente di socialista, un uomo dotto quanto modesto, l’ing. Ferruccio Niccolini, che la morte prematuramente rapì a noi, sosteneva che era il nostro Partito che doveva risolvere il problema della lingua internazionale. Di questo parere sembra siano moltissimi altri, ma fin qui nulla si è fatto. Perché non potrebbe essere l’Esperanto uno dei rami della Scuola di cultura socialista? Torino è, senza dubbio, la città più socialista d’Italia: è qui tutta una gioventù che segue con sentimento quasi religioso la nostra fede ed il Partito nostro farà opera altamente meritoria se darà ai giovani lavoratori torinesi il modo di intendersi con i lavoratori del mondo intero.
Torino 22 gennaio 1918

Vezio Cassinelli