Jun 17
CONTRO UN PREGIUDIZIO
1918-01-24
SCRIVE UN LETTORE
CONTRO UN PREGIUDIZIO
di Vezio Cassinelli
Caro “Avanti” !
Ho seguito con vivo interesse la polemica che sulle tue colonne si è svolta pro e contro la creazione di un Istituto di cultura socialista. Dall’una parte e dall’altra gli argomenti non mancano di serietà ma, malgrado le difficoltà, io sono convinto che, nell’interesse del nostro ideale, conviene dar vita all’Istituto di cultura nostra. Saranno pochi gli alunni? Che importa? L’essenziale è che le menti elette del nostro Partito vogliano prestare con entusiasmo e continuità il loro concorso. Se saremo pratici, se non ci mancherà il senso della realtà, il successo verrà. Io ho in mente una proposta e, da umile operaio, mi permetto di esprimerla. Nessuno può negare che , nella creazione dei nuclei nazionali, la lingua sia stata uno dei fattori importanti. Ora, al di sopra (e non contro) le nazioni noi, ad affratellare le genti del lavoro, vogliamo creare l’Internazionale. Ma intanto nei nostri Congressi anche uomini di grande cultura mancano dello strumento che permette loro di intendersi con facilità e prontezza. Lavoratori italiani, slavi, tedeschi, giapponesi tutti i giorni si trovano a contatto nel grande laboratorio cosmopolita dell’America del Nord, lontani gli uni dagli altri (anche se socialisti) perché di diverse favelle. È vero o non è vero che l’Esperanto è una eccellente lingua ausiliaria e facile ad apprendersi? Sì, secondo il giudizio anche di eminenti personalità del nostro Partito. Un’anima fervente di socialista, un uomo dotto quanto modesto, l’ing. Ferruccio Niccolini, che la morte prematuramente rapì a noi, sosteneva che era il nostro Partito che doveva risolvere il problema della lingua internazionale. Di questo parere sembra siano moltissimi altri, ma fin qui nulla si è fatto. Perché non potrebbe essere l’Esperanto uno dei rami della Scuola di cultura socialista? Torino è, senza dubbio, la città più socialista d’Italia: è qui tutta una gioventù che segue con sentimento quasi religioso la nostra fede ed il Partito nostro farà opera altamente meritoria se darà ai giovani lavoratori torinesi il modo di intendersi con i lavoratori del mondo intero.
Torino 22 gennaio 1918
Vezio Cassinelli

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