Oct 09 2007

I prossimi incontri

Tag: Novità


Sabato 13 ottobre alle 11 Andrea Fontana parlerà delle radio in esperanto.
Perché questo incontro? Sentiamo spesso che imparare l’esperanto non ha senso e che non serve. Noi vogliamo far conoscere il mondo delle radio in esperanto come modo di conoscere il mondo attraverso lo strumento della radio. Parleremo anche del progetto di Radio Arci Esperanto, in un momento in cui alcune trasmissioni in esperanto sono costrette a chiudere. In via Orti 17 a Milano (mm Crocetta della linea 3).Il progetto é anche nel nostro sito alla voce Radio Arci Esperanto.


Jun 05 2007

Arci Esperanto ad Arciinfesta

Sabato 9 giugno alle 19.30 ci sara’ un aperitivo poetico su William Auld tenuto da Nicola Ruggiero. Arci in festa si tiene alla Cascina Monlue’, raggiungibile dalla tangenziale ovest di Milano (uscita per Linate) o con il tram n. 27 in direzione Ungheria


May 27 2007

Socialismo e esperanto

Tag: Novità

Socialismo e esperanto.
Nell’esporre questa mia relazione prendo le mosse dallo scritto di Vezio Cassinelli, a cui è intitolato il nostro Circolo, dato che questo scritto è degli inizi del Novecento, a pochi decenni dalla nascita del Partito socialista, quello originario, da cui è avvenuta la scissione del 1921 che ha dato vita al Partito comunista italiano.
Nello stesso 1921 nacque la SAT, prima organizzazione internazionale di esperantisti di orientamento comunista, socialista e anarchico, che ancora oggi fa vivere questa originale forma di convivenza di diverse scuole di pensiero.
Vezio Cassinelli era un semplice operaio il quale scrive all’Avanti per sostenere la creazione dell’Istituto di cultura socialista: badate bene che il problema non era l’esperanto ma la creazione o meno di un istituto che avrebbe dato formazione adeguata ai quadri dirigenti del Partito socialista.
Questa è una lezione per noi esperantisti del 21. secolo, noi esperantisti che ci presentiamo alle nostre associazioni e partiti per presentare l’esperanto come soluzione del problema linguistico tout court. Vezio Cassinelli da esperantista si inserisce nel dibattito sulla creazione dell’Istituto di cultura socialista per sostenere la sua creazione e al suo interno comincia un ragionamento sull’esperanto come soluzione della comunicazione internazionale e semmai però pone l’esperanto nell’orizzonte dell’internazionale socialista.
Qui poniamo il nostro ragionamento di esperantisti e di socialisti del 21. secolo. Ancora vi è l’orizzonte dell’Internazionale socialista, ancora vi è l’orizzonte dell’esperanto e dell’esperantismo socialista per la piena realizzazione dell’Internazionale socialista. Non possiamo cioè convincere tout court il nostro partito, la nostra associazione, della bontà dell’esperanto come soluzione definitiva della comunicazione internazionale ma possiamo portare dentro il partito e dentro le nostre associazioni l’esempio di quello che facciamo come socialisti con l’esperanto, continuando a svolgere le lotte e le battaglie con i nostri compagni di strada.
Alcuni mi hanno chiesto come mai io abbia institito molto nel presentare le tesi di Gramsci, contrarie all’esperanto e ferocemente contrarie. Ma solo ieri è stato l’anniversario della sua morte e se ne riparla di Gramsci e del suo pensiero e a lui rendo omaggio come uno dei maggiori pensatori del Novecento.
Innanzitutto devo dire che se una distinzione di tesi si può delineare oggi vede Gramsci da una parte e alcuni socialisti dall’altra, distinzione che oggi come oggi potrebbe essere oramai superata anche dagli eventi che ci stanno appena dietro (caduta del muro di Berlino etc.) e che anche nella vicenda politica odierna vede semmai una difesa strenua di una identità socialista che precede tutte le scissioni che si sono succedute nel 20. secolo
Ma faccio mie le parole di quel consigliere comunale che nell’approvare i corsi di esperanto nelle scuole popolari di Milano, proposti dell’allora sindaco socialista e esperantista Angeli Filippetti, disse: “L’esperanto è lingua internazionale, avente lo scopo di far si che tutti i popoli si intendano tra loro evitando guerre e conflitti, così da rendere impossibile il concetto di patria che ha la minoranza [cioè la destra]“.
Questa è la radice vera dell’esperantismo di sinistra, quello che ha accomunato e accomuna gli esperantisti che si riconoscono nel movimento per la pace, nel movimento nonviolento, anarchico e socialista, quello che si riconosce nel abbattimento di ogni barriera culturale, politica o religiosa e nel riconoscersi nell’appartenenza a questo unico mondo, così globalizzato ma che lo era già per gli esperantisti di allora e di sempre.
Dire che esperanto e socialismo hanno una stessa radice non deve confondere con la strenua e difficile difesa della neutralità dell’esperanto come possibilità aperta a tutti di comunicazione neutra, anche perché è la sua neutralità che ne ha garantito la sua sopravvivenza nella tempesta del Novecento.
Ma questo è un prolema interno al movimento esperantista tradizionale, che riguarda le sue paure di contaminazione con i movimenti, pur essendo anche noi un movimento, ma che deve guardare alla proposta dell’esperanto come lingua ponte senza paure di esserne contaminati nei contenuti. Per questo noi di Arci Esperanto siamo nati e per questo riproponiamo a distanza di un secolo le proposte di Vezio Cassinelli, operaio socialista, in un panorama che rimane immutato, dal punto di vista linguistico.
Quello che mi preme dire ora è che il neutralismo della lingua non deve essere confuso con il neutralismo associativo, che ci farebbe allontanare dal contesto in cui viviamo e se siamo socialisti, anarchici, verdi, comunisti o altro abbiamo il dovere di manifestare la nostra scelta linguistica: ho conosciuto un giovane in Inghilterra al congresso della SAT inglese, un giovane che aveva partecipato ai blocchi stradali contro la guerra in Iraq. Be’ nessuno dei suoi compagni sapeva che è esperantista.
Io credo invece che se il neutralismo associativo ha salvato l’esperanto dalla tempesta delel dittature (pur con tutte le vittime che ci sono state anche fra gli esperantisti) nel 20. secolo noi dobbiamo vedere l’onda giusta dell’esperanto nell’onda dei movimenti, in quei contesti dove la lotta per l’uguaglianza trova un terreno fertile per una riproposizione dell’esperanto in chiave di parità di trattamento fra eguali.
Infine mi soffermo ancora sul concetto di pace e di pacifismo che trovo nell’esperanto, nell’abbattimento delle cause che fanno insorgere incomprensioni e guerre: chi sa se un mondo in cui una lingua ausiliaria fosse insegnata dalle elementari potrebbe contribuire a questo! Io credo di si. Io credo che se un immigrato in Italia potesse esprimersi in una lingua ponte quando viene in un paese straniero si sentirebbe meno straniero, come dice lo slogan di Radio Popolare, “Qui nessuno è straniero”. Fra gli esperantisti nessuno è stato mai straniero


Feb 25 2007

2007-3-3

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Arciesperantoretletero n. 23

Sabato 3 marzo in via Orti 17 a Milano (MM Crocetta) alle 17.30 si terra una conferenza sul tema “Cento anni di teatro originale in esperanto” tenuta da

Paul Gubbins, inglese.

Paul Gubbins é nato a Southport sul mare, in Gran Bretagna, nel 1949.
Dopo aver studiato la lingua tedesca in Gran Bretagna e Canada, si è lauretao alla Queen’s University con una tesi su E.T.A.Hoffmann. Dopo gli studi universitari ha insegnato tedesco per tre anni e il francese nelle scuole britanniche, dopo di che ha ricominciato a formarsi come giornalista. Nel 1983 ha cominciato a lavorare all’università come lettore di tedesco. Ultimamente ha cominciato a insegnare giornalismo in altra università.

Fra i suoi hobby troviamo il teatro, le ferrovie e la musica: suona il clarinetto e il sassofono in un gruppo musicale amatoriale.
Ha cominciato a studiare esperanto nel 1984 e ha scritto il suo primo articolo per Monato (rivista esperantista N.d.T.) nel 1986.
Principali sue opere sono: il manuale di apprendimento Kunvojaĝu!, il dramma su videocassetta Pasporto al la tuta mondo, la tragedia Heksakloro unu komo tri e la commedia Zam- Zam- Zamenhof e la collezione di drammi Konto de l’ vivo e La Verda Ranaro prezentas. Più volte è stato premiato in concorsi letterari dell’UEA e ha composto articoli, fra gli altri, per Fonto (rivista letteraria in esperanto N.d.T.), dove sono apparsi suoi drammi Oltre a comporre, organizza scuole estive di esperanto in Barlaston, Gran Bretagna, e altri stage. Ultimamente ha composto esercizi di comprensione su supporto audio, lanciati in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. E’ membro dell’UEA (Associazione universale di Esperanto N.d.T.), dell’Associazione esperantista di Gran Bretagna, di cui è redattore della rivista La Brita Esperantisto, e fa parte del comoyayo dell’EVA, Associazione degli scrittori esperantisti. [/lang_it]
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Arciesperantoretletero n. 23
Sabaton la 3an de marto en strato Orti 17 en Milano (metroo Crocetta) okazos prelego pri “Cent jaroj de originala teatro en esperanto”, farota de Paul Gubbins, anglo.

Paul Gubbins naskiĝis ĉemare en Southport, Britujo, en 1949. Studinte la germanan en Britujo kaj en Kanado, li doktoriĝis ĉe Queen’s University, Kanado, per disertacio pri la germana verkisto E.T.A.Hoffmann. Post la universitataj studoj li instruis dum tri jaroj la germanan kaj la francan en britaj lernejoj; poste li retrejniĝis kiel ĵurnalisto. En 1983 li eklaboris ĉe universitato kiel lekciisto pri la germana. Lastatempe li ekinstruis partatempe ĉe alia universitato ĵurnalismon.
 
Hobioj inkluzivas dramarton, fervojojn kaj muzikon: klarneton kaj saksofonon li ludas en amatora muzik-grupo. Esperanton li eklernis en 1984 kaj li kontribuis sian unuan artikolon al Monato en 1986. Ĉefaj verkoj: la lernolibro Kunvojaĝu!, la vidbendo-dramo Pasporto al la tuta mondo, la tragedio Heksakloro unu komo tri kaj la komedio Zam- Zam- Zamenhof, kaj la dramo-koletoj Konto de l’ vivo kaj La Verda Ranaro prezentas. Li plurfoje premiiĝis en la belartaj konkursoj de UEA kaj artikolis i.a. en Fonto, kie aperis aliaj unuopaj dramoj.
 
Krom verki, li organizas la Esperanto-somerlernejon en Barlaston, Britujo, kaj aliaj tieaj staĝoj. Lastatempe li kreis elektronikajn aŭdkomprenajn ekzercojn lanĉitajn en Britujo kaj en Usono. Li membras en UEA, Esperanto-Asocio de Britio (kies organon, La Brita Esperantisto, li redaktas) kaj estas komitatano de Esperantlingva Verkista Asocio (EVA).[/lang_eo]

 
 


Jan 28 2007

2007-2-4

Domenica 4 febbraio 2007 alle 11 in sede, via Orti 17 a Milano (metro Crocetta) Pier Luigi Cinquantini terrà una conferenza su La musica in esperanto. Si tratterà di una disamina dei principali gruppi musicali e cantautori in esperanto e ascolteremo assieme alcuni brani degli stessi. Pier Luigi Cinquantini, attuale redattore della Rivista Esperanto, ha impersonato il ruolo di San Francesco nel Musical Venu rapide homoj sulla vita di San Francesco, di cui ha composto i dialoghi


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